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Uno dei miei personaggi si presenta.
Vivo di notte perché cerco giustizia e con essa la vendetta. Esploro l’oscurità a caccia di vittime, coloro che, a loro volta, sono carnefici per puro divertimento o per cattiveria. Incuto terrore quando mi mostro nella mia tunica nera, dove in miei occhi bianchi spiccano ed emanano luce. Le mie armi luminose colpiscono ma non uccidono, morire sarebbe una facile liberazione per le mie vittime. Invece devono ricordarsi di me, temere che ogni giorno io possa tornare a tormentarli, che non saranno mai liberi.
Perché chi affligge il prossimo non merita la libertà.
Non ho alcun nome, ma qualcuno si è prodigato nell’assegnarmene uno. Mi chiamano “La Morte”, ma non ho alcuna falce con me. Sarà per il mio abito, per i miei occhi o per la mia forza, ma ora per tutti ho un nome da ricordare, dei disegni da pubblicare accanto agli articoli con le mie imprese. Per tutti sono l’eroe del momento anche se io non mi ritengo tale, sto cercando la pace che mi hanno tolto, la vita importante chi mi è stata rubata, l’amore che non ho mai avuto.
In molti vorrebbero conoscere il mio vero essere, il mio volto e la mia età, ma solo chi veramente lo merita saprà chi sono. Per tutti gli altri resterò un fantasma, un demone notturno che aiuta gli indifesi e si fa beffe delle forze dell’ordine donando loro criminali ormai innocui.
La mia firma è un nastro bianco, in memoria della vita che mi è stata tolta, candido come una abito speciale, delicato allo stesso modo di un tessuto pregiato. Ne riservo uno speciale, pronto per il giorno della mia vendetta, che presto o tardi arriverà.
Quel nastro rispecchia il candore della mia vendetta.
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