INADEGUATA – ESERCIZIO SULLA DILATAZIONE DEL TEMPO

Tempo di lettura stimato in: 2 minuti

Il raccontino a seguire è stato scritto per un esercizio di scrittura relativo alla dilatazione del tempo. Questo esercizio prevede di scrivere almeno una pagina word, circa 1800 caratteri spazi inclusi, per dilatare il tempo di un racconto nell’arco di uno sparo.

Ecco cosa è venuto fuori:


Quel bastardo alla fine sparò.

Ormai non poteva più sottrarsi al proiettile e guardò Marco negli occhi. Ci trovò lo sguardo inespressivo di chi aveva già deciso da tempo e attendeva solo l’occasione giusta.

Eppure lei lo aveva amato fin dal primo momento e lo amava ancora, erano stati felici insieme e nessuno sembrava poterli separare.

Lui non aveva più nulla da dirle, era finita. Mantenne lo sguardo su Marco, su quegli occhi scuri, profondi e ora cattivi.

Marco era cambiato improvvisamente, senza un apparente motivo, dopo aver ricevuto una promozione sul lavoro. L’euforia iniziale durò soltanto un paio di giorni e dopo si chiuse a riccio diventando schivo e nervoso.

Qualcosa non andava più ma non c’era nessuna donna tra loro, semplicemente lei era diventata inadeguata per il suo successo. I suoi vestiti non andavano più bene, l’acconciatura, le scarpe, il suo modo di truccarsi. Non era una donna dal portamento aggressivo, una da far girare la testa a tutti quando la portava alle riunioni o ai congressi.

La donna giusta per lui doveva farsi desiderare dagli altri e generare invidia. Una convinzione che gli avevano iniettato nel cervello i nuovi colleghi, per i quali l’immagine contava più della verità. Aveva tentato di adeguarsi, ma non era il suo stile. Lei era vera, autentica e non tentava mai di ingannare gli altri.

Marco, invece, in breve tempo, era diventato un esperto di inganni e più saliva in carriera e meno spazio le era concesso nella sua vita. La tensione tra loro era aumentata nel tempo e negli ultimi mesi insulti e violenza avevano spodestato quel poco di amore che era rimasto.

«Perché?» fu ciò che riuscì a dire mentre una lacrima scavalcava la palpebra inferiore rotolando sullo zigomo destro.

Lui sorrise, un ghigno malefico, irriconoscibile in Marco.

Mai visto.

In quell’istante il proiettile si schiantò su di lei, d’istinto le mani andarono a coprire l’addome. Cadde in ginocchio sul pavimento della cucina e lui non se ne andò. Restò lì ad osservarla senza rispondere.

Poi sparò ancora e tutto si spense.

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